Parte la missione ‘Remuntada’. Dopo il ko al Camp Nou per 0-2 firmato Alvarez e Sorloth, domani il Barcellona proverà a ribaltare l’Atletico Madrid e a qualificarsi alla semifinale di Champions League. Impresa tutt’altro che semplice, ma in cui Hansi Flick crede senza remore. Anche perché il tecnico tedesco ha dalla sua parte “il calciatore più forte del mondo”, ovvero Lamine Yamal. E proprio il numero 10 ha accompagnato Flick nella consueta conferenza stampa della vigilia, facendo anche un invito particolare a… Diego Simeone, allenatore dei colchoneros.
Atletico-Barcellona, parla Flick
Così Flick in sala stampa: “Non è una finale, ma voglio vincere, ci crediamo e siamo concentrati al 100%. I tifosi sanno cosa serve, credo nella mia squadra e credo che possiamo farcela. È possibile, perché no?! Abbiamo bisogno di una difesa solida: dobbiamo essere forti in attacco, ma guardando le ultime partite si nota come sia la difesa a fare la differenza: sarà una partita diversa“.
Il tecnico ha poi elogiato Yamal: “Sta giocando molto bene, sono davvero contento: gli ho detto che in questo momento è il migliore al mondo. Dobbiamo dargli l’opportunità di andare avanti“. Flick ci ha tenuto pure a rimarcare che “ho detto in altre occasioni che dobbiamo giocare come una squadra, come un’unità, non mi preoccupo dei singoli giocatori”. Importanti sarannon i dettagli: “Recentemente ho detto che le partite si decidono in base al ‘momentum’ e spero che domani sia dalla nostra parte“.
“Non mi preoccupano i gol da segnare. In difesa…”
Quello che Flick reputa fondamentale è “l’atteggiamento, ciò che voglio vedere è il legami tra la squadra e i tifosi. Gli avversari terranno in considerazione le nostre prestazioni degli ultimi anni e questo può avere un effetto sulla nostra squadra. Ogni persona, ogni aspetto positiva è importante. Ho la sensazione che tutto vada nella direzione buona. Abbiamo qualità, nelle partite contro l’Atletico spesso siamo stati la squadra migliore“. L’allenatore blaugrana ha poi ribadito che “ci sono situazioni in cui giochiamo molto bene e siamo in grado di segnare gol. Non mi preoccupa il fatto di dover segnare più gol, perché è il nostro stile, voglio giocare a calcio. Possiamo difendere meglio, ma dipende da tutta la squadra, non solo dalla linea difensiva. Bisogna difendere come un unico blocco: senza palla bisogna restringere gli spazi, essere più compatti“.
