Durano quattro giorni le celebrazioni a Roma per il 25 aprile: dal 23 al 26 aprile e sono previsti oltre cento eventi diffusi in tutta la città. Dal Mattatoio di Testaccio fino a Valle Aurelia dove la mattina del 25 aprile «riapriremo la Casa del Popolo di Valle Aurelia», ha annunciato l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio. Non sarà l’unico luogo della memoria storica che sarà riaperto per questa ricorrenza. Tra il 25 aprile e il 4 giugno, infatti, tornerà visitabile anche l’ex sede del Partito comunista italiano in via dei Giubbonari, in centro. Altra notizia emersa durante la conferenza stampa in Campidoglio tenuta dal sidaco Roberto Gualtieri e Luciana Castellina è l’apposizione di una stele commemorativa in via Rasella.
Roma, Festa della Resistenza dal 23 al 26 aprile
Saranno quattro giornate di cultura, dibattito, partecipazione, spettacolo e musica.
Per quest’anno il programma, a cura di Silvia Barbagallo, conta oltre 100 appuntamenti fra lectio magistralis, presentazioni, teatro, proiezioni, musica, mostre e percorsi. «Testaccio è stato un luogo chiave della storia romana del tempo – ha ricordato il sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri, nel corso della conferenza di presentazione -. Molti dei posti della Festa saranno luoghi in cui si è realizzata la lotta partigiana». La Resistenza iniziò poco lontano da lì, a Porta San Paolo, quando tra il 9 e il 10 settembre 1943 vi fu l’esplosione della prima reazione organizzata contro l’occupante nazista, scattata immediatamente dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre. Al centro il legame tra le celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione al traguardo degli 80 anni dell’Assemblea Costituente, con un omaggio speciale alle 21 Madri Costituenti. Nel corso della manifestazione, alcune aree verranno intitolate a figure chiave quali Tina Anselmi, Adele Bei, Nilde Iotti, Lina Merlin e Teresa Noce, ma anche Piero Calamandrei e Sandro Pertini. «La nostra ambizione – ha proseguito Gualtieri – è quella di rafforzare questo nesso».
Donne che contribuirono alla Liberazione ma anche giovani e giovanissime. «Spesso abbiamo l’immagine del vecchio partigiano, ma può portarci fuori strada. La Costituzione fu una cosa da giovani che avevano 20 o 23 anni», ha ricordato Smeriglio. «In tutti gli altri Paesi d’Europa prima della guerra c’erano governi democratico-liberali che furono spodestati, e da lì nacque la Resistenza, che era legittimata dal dover ricostruire qualcosa che c’era già stato – ha dichiarato -. Ma le donne e gli uomini che l’hanno fatta in Italia non sapevano nemmeno che fosse l’antifascismo o la democrazia. E la nostra Costituzione è uscita così moderna proprio perché è stata un’invenzione nostra», ha detto Luciana Castellina. Oltre al Mattatoio, la festa coinvolgerà luoghi cittadini della memoria e della storia, musei, biblioteche, cinema e teatri in tutta la città.
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