Il bolognese domina a Shanghai e riporta l’Italia sul gradino più alto, l’ultimo era stato Fisichella. Battuto Russell, poi la rossa di Lewis che precede Leclerc. McLaren ritirate prima del via
Appena gli hanno messo il microfono in mano è scoppiato in lacrime, bellissime, vere. Kimi Antonelli ha sfogato così la tensione per la meravigliosa prima vittoria in F1, arrivata oggi a Shanghai in un GP della Cina che ha dominato. Grazie a questo talento bolognese, l’Italia è ritornata sul gradino più alto del podio della massima categoria dell’automobilismo dopo 20 anni, l’ultimo fu Giancarlo Fisichella in Malesia nel 2006. Kimi è anche una vittoria di Toto Wolff, l’uomo che ha creduto in lui per sostituire nientemeno che Lewis Hamilton, che ha deciso di andare a cercare nuova gloria in Ferrari. Ed è un curioso segno del destino che Antonelli abbia vinto il suo primo GP in F1 proprio nel giorno in cui Hamilton è salito per la prima volta sul podio con la Ferrari… Toto avrà sorriso pensando che però il piazzamento più prestigioso è stato quello del suo ragazzo. Una scommessa stravinta.
Anche perché ora, dopo questa vittoria, arrivata già al secondo GP della stagione, le prospettive del Mondiale cambiano e non poco. La Mercedes si è confermata la macchina di riferimento, rifilando ben 25 secondi alla SF-26. Se non ci saranno stravolgimenti legati agli sviluppi, le W17 daranno ai loro piloti la possibilità di lottare praticamente in esclusiva per il Mondiale. E allora il pensiero di Kimi, che oggi è stato attento al via e ha gestito bene la prima posizione in tutti i frangenti della gara, non dovrà più essere quello di fare ulteriore esperienza, ma di trasformare quel “rompere le scatole a Russell” in qualcosa di molto più grosso. George questo weekend è stato un po’ ostacolato da problemi tecnici in qualifica e ha più esperienza. Oggi ha dovuto lottare con le Ferrari e una volta passate, era troppo staccato per la rimonta su Antonelli. Ma sa che questo giovane compagno di squadra impara alla velocità della luce ed è molto forte, ha già capito che non potrà distrarsi un secondo.
La Ferrari è stata protagonista. Non per la vittoria, purtroppo, ma ha regalato spettacolo. E come detto, dopo quella di Antonelli c’è la storia del primo podio ferrarista di Hamilton, capace di battere Leclerc in un duello vero. Il corpo a corpo tra i due nella fase centrale del GP è stata una delle immagini migliori di questa gara. Hamilton ha vinto il duello perché è rimasto sul pezzo e ha approfittato del decisivo bloccaggio di Leclerc nel finale per passargli davanti e tenere coi denti quel podio che inseguiva da più di un anno. Anche questo è un esito che apre scenari di lotta interna tra i due della Ferrari, che se dovesse riuscire a recuperare sulla Mercedes, diventerebbe un’altra candidata per il titolo. Va da sé che per i piloti è quindi fondamentale ben posizionarsi coi punti da subito.
Del resto questo GP ha segnalato che il Mondiale sembra una sfida a due ben definita. Gli altri sono proprio distanti e arrancano tra mille problemi di affidabilità. Clamoroso il doppio ritiro dei campioni del mondo della McLaren che sono stati appiedati prima ancora del via e non hanno proprio gareggiato per un problema tecnico. Quasi inimmaginabile. Eppure questo ha tolto dalla mischia due potenziali protagonisti come Lando Norris e Oscar Piastri. Per non dire di Max Verstappen, che ha lottato coi problemi della sua Red Bull fino al mesto ritiro a 10 giri dal termine. Menzioni d’onore invece per Oliver Bearman, quinto con la Haas e sempre più da tenere in considerazione per il futuro (è della Ferrari) e Franco Colapinto, autore di un GP strepitoso fino all’incidente di Esteban Ocon che lo ha fatto precipitare indietro, ma non tanto da togliergli una meritatissima zona punti. Tra due settimane si torna in pista, tappa in Giappone.
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