L’allenatore nerazzurro prima della sfida di domani ai playoff di Champions: “Dumfries convocato? Vedremo. Dobbiamo essere pronti a giocare anche 120 minuti”. Poi il cronista gli chiede quanto sarebbe vergognoso uscire e lui risponde…

E alla fine perfino Cristian Chivu, allenatore mite e misurato con un microfono vicino, si inalberò. Domani la sua Inter si gioca la pelle in Champions e contro il Bodo Glimt in ballo c’è pure una ventina di milioni che sono balsamo per i conti ma, se c’è una parola che va di traverso all’allenatore interista a caccia di rimonta, quella è “vergogna”. Così, quando nella conferenza di vigilia del playoff Champions un giornalista norvegese gli ha chiesto quanto sarebbe “vergognoso” uscire dalla competizione contro una squadra minuscola ed espressione di una città di 50mila abitanti, il tecnico romeno è esploso per davvero: “Ah lei dice questa cosa e ride pure? Complimenti… Nel calcio non c’è niente di vergognoso, bisogna rispettare l’avversario, visto che lei non ci rispetta dicendo che sarebbe una vergogna per noi… Noi invece rispettiamo e facciamo i complimenti al Bodo, che ha vinto a Madrid dove noi non siamo riusciti”. La tensione è salita ben prima di domani sera.

si può fare

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AI nerazzurri servono tre reti e, a vedere il volto corrucciato di Chivu e la stessa espressione di Dimarco accanto a lui, sembra che la squadra sia discretamente concentrata nella missione suprema: “L’andata ci ha insegnato quello che sapevamo già prima, che contro una squadra così non è mai semplice: niente è casuale con il Bodo Glimt – ha aggiunto Chivu -. Mi prendo la nostra umiltà e la nostra crescita: vogliamo continuare a marciare su questa strada perché da tre mesi mostriamo la convinzione giusta e le sconfitte non ci hanno mai cambiato. Non abbiamo l’obbligo, ma il dovere di provarci: se c’è una squadra che può ribaltare una gara così, quella è la nostra”.

solo champions

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Da ieri sera il campionato dice +10 sul Diavolo e questo potrebbe cambiare inconsciamente l’approccio alla rimonta, ma per l’allenatore la classifica di A non deve distrarre nessuno, a maggior ragione adesso: “Non dobbiamo pensare a nient’altro che non sia questa partita e non dobbiamo avere la ‘disperazione’ di segnare subito e non stravolgere niente del piano gara. Le statistiche dicono che realizziamo più di due gol a partita, semmai proviamo a correggere gli errori dell’andata, magari semplificando la proposta in campo, ma il contesto in campo era talmente strano per tutti, anche per l’ansia di farsi male”.

altra erba

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Insomma, a San Siro sarà diverso e per un aspetto decisivo: “E’ importante è che i miei ragazzi ritrovino… l’erba”, ha scherzato Chivu. E da lì la chiusura: “Non ho bisogno di motivare più di tanto, ad esempio io ero uno che l’allenatore non lo ascoltava troppo, mi affidavo ai miei pensieri, non volevo deludere i miei compagni. Ero testardo, lo fossi stato meno avrei fatto una carriera diversa”. Nello stesso tempo anche Dimarco ha dato il suo piano gara in una partita scivolosissima: “Faremo una gara molto offensiva, ma stando attenti alle loro ripartenze che ci hanno fatto male. Dobbiamo pensare a farli, i gol, e a rimontare il prima possibile, più che soffermarsi sul rischio di prenderli”. L’uomo del destino potrebbe essere Pio, amuleto di casa a cui si appende l’Inter priva di Lautaro: “Fai fatica ad arrabbiarti con lui – ha chiuso Dimarco -. Non molla di un centimetro e siamo contenti di averlo con noi in una gara così”.



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