In arrivo da Milano o in partenza per Napoli, salpati dalla Romagna e diretti in Veneto. Bologna, soprattutto la Bologna ferroviaria, è come il bar di Rick Blaine nel film Casablanca: “Tutti passano di qui”. Fra chi ieri, verso mezzogiorno, stava col naso all’insù nell’atrio affacciato su piazza Medaglie d’Oro, con gli occhi fissi sui monitor dove ancora campeggiavano convogli con ritardi di 120 minuti, c’era uno spaccato dell’Italia intera. “Sto aspettando un amico in arrivo da Milano – confida la giovanissima Natalie Luise –, sono arrivata da appena cinque minuti, non sapevo neppure di questo blocco alla circolazione”.
In arrivo da Milano pure Donatella Giglio, dopo un viaggio sui binari prolungatosi più a lungo del previsto: “In treno abbiamo sentito il messaggio via altoparlante circa il ritrovamento di un ordigno inesploso, che aveva causato rallentamenti a catena”.
La linea Milano-Bologna non era stata coinvolta negli atti di sabotaggio, ma si è preferito far arrivare precauzionalmente i treni non nella stazione sotterranea di Bologna ma in quella di superficie, il che ha aggravato i ritardi dovuti al guasto ai sistemi di segnalazione. È invece appena all’inizio l’avventura ferrovia di Letizia Simeoni, partita dalla Romagna e diretta a Napoli: “Già a Faenza ci è stato detto che il modo più veloce per raggiungere Bologna era raggiungere Castel Bolognese in taxi, e da lì prendere un treno per Bologna, il tutto a causa dell’incendio a Pesaro“. Ora è in attesa, alla stazione sotterranea, di un treno alta velocità per Napoli Centrale, in ritardo di circa mezz’ora. “Non ho molte alternative a questa attesa: anche volendo, sarebbe impensabile fare rotta per Pescara e di lì andare a Napoli”.
È invece in viaggio da Cesena a Padova la giovane Ilaria Pompili: “Sarei dovuta arrivare alle 11, ma è già passato mezzogiorno. L’orario effettivo di arrivo è ancora un’incognita”.
Rete ferroviaria italiana evidenzia come la situazione, grazie al celere intervento dei tecnici, abbia cominciato a normalizzarsi già verso le 12.30, dopo che un’ora prima si erano conclusi i rilievi della Polizia ferroviaria.
Sono servite circa due ore per vedere i treni riassorbire i ritardi accumulati: verso le 15 i convogli sulle linee Bologna-Venezia e Bologna-Milano viaggiavano in orario. C’è voluta qualche ora in più per sanare il problema venutosi a creare sulla Bologna-Ancona a causa dell’incendio verificatosi a Pesaro. Nel tardo pomeriggio c’erano ancora convogli con un ritardo accumulato di circa un’ora: in serata la situazione è migliorata. Rfi evidenzia come alcuni treni siano effettivamente stati deviati sulla cosiddetta ’linea di cintura’, quella dedicata ai treni merci.
Si tratta dell’unico accorgimento possibile, considerando che non esistono alternative al nodo di Bologna: deviare il traffico da Milano e Torino in direzione di Genova e Firenze, e da lì verso Roma e Napoli, è infatti impossibile: la linea, che costeggia i promontori di Portofino e delle Cinque Terre, andrebbe immediatamente in saturazione.
Eppure furono proprio gli anni di piombo a fare della linea Faenza-Firenze un’alternativa alla Bologna-Firenze in caso di emergenze.
Una prassi tuttavia impossibile per i treni ad alta velocità.
A questo proposito Rfi evidenzia come, pur a fronte di un triplo danneggiamento, la circolazione sia tornata alla normalità in tempi tutto sommato ragionevoli.
