Roma, 26 gen. (askanews) – “Si è sempre genitori, solo non pensavo che bisognasse sviluppare la genitorialità del figlio preso, torturato e ucciso. Questo veramente non è una cosa per cui nessun genitore è preparato, anche se purtroppo in tante parti del mondo succede a tanti genitori. È duro questo documentario ma sentivamo la necessità di farlo così, per rendere chiaro a tutti che cosa è successo e che cosa hanno fatto a Giulio. Noi abbiamo questo dovere e quello che possiamo fare è non dimenticare in nessun modo”. Così Claudio Regeni e Paola Deffendi a “Che tempo che fa”, ospiti di Fabio Fazio sul Nove a 10 anni dal rapimento del figlio e in occasione dell’uscita del docufilm su Giulio Regeni “Tutto il male del mondo”. “L’esigenza di giustizia è quello che ci ha mosso fin dall’inizio. Non è un qualcosa sulla quale abbiamo ragionato, ci è venuto spontaneo, perché quello che ha subito Giulio noi lo consideriamo un oltraggio inaccettabile e quindi con tutta la nostra forza con tutto quello che sappiamo fare ci siamo messi a perseguire la strada della giustizia e cammin facendo abbiamo scoperto il valore della giustizia non soltanto per Giulio, ma per tutti i Giulio e tutte le Giulia del mondo che purtroppo soffrono situazioni simili, non soltanto in Egitto” hanno spiegato. Inoltre, la madre di Regeni ha raccontato: “Una cosa che non ho mai detto è che la prima volta che abbiamo dormito in ambasciata il 4 febbraio io mi sono detta: ‘Ma se questo è successo a Giulio per la persona che era, dove è arrivato il nostro mondo?’. Ecco, sono passati dieci anni e ora capiamo dove è arrivato il nostro mondo”.

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