Carlos vince i primi due set, poi si trova a combattere contro il dolore e il ritorno dell’avversario: si decide tutto all’ultimo set
Cinque ore e 27 di tutto. Di dolore, coraggio, e paura. Carlos Alcaraz è il primo finalista dell’Australian Open ma ha rischiato davvero di chiudere oggi il suo percorso a Melbourne. Una prova di forza fisica e di volontà contro uno Sascha Zverev ancora una volta incapace di sfruttare le occasioni che il destino e il rivale gli hanno offerto. I crampi e un dolore muscolare, nell’Australian Open dove questo problema fisico è stato presente più che mai, non hanno impedito allo spagnolo di arrivare al quinto set, rimontando sul finale e chiudendo con il punteggio di 6-4 7-6 (5) 6-7 (3) 6-7 (4) 7-5. “Come ho fatto? Credendoci. Sapevo che avrei avuto le mie occasioni e sono molto orgoglioso di come sono riuscito a cavarmela”. Domenica alle 9.30 del mattino in Italia affronterà il vincente del match tra Jannik Sinner e Novak Djokovic, in campo tra poco.
IL MATCH Un match sostanzialmente equilibrato, ma deciso sempre dall’aggressività di Carlos che ben si è sposata con la labile tenuta mentale del tedesco. Nel primo parziale è lo spagnolo che fa tutto meglio, compreso al servizio, con la prima occasione di brek nel 7° game. Il tedesco si salva ma nel nono gioco è ancora costretto a difendersi dallo spagnolo che gli strappa il servizio e va a chiudere il primo set 6-4 in 40 minuti. Nel secondo il parziale si apre con un game lunghissimo, di circa 10 minuti, in cui Zverev ancora una volta deve salvarsi dal break. Riesce a scampare all’aggressione e nel sesto game riesce a mettere la testa avanti, 4-2. Fatica a consolidare il vantaggio e poco dopo, nel nono gioco, lo spagnolo si riprende il servizio perduto, conferma il pari sul 5-5 e porta il match al tie break. Fatale a Zverev il minibreak sul finale che manda avanti 2-0 lo spagnolo. Il match sembra ormai indirizzato quando Alcaraz, sul 4-4 15-15 del terzo set avviato verso la vittoria, inizia a soffrire di dolore alla gamba destra, vomita, chiama il fisio al cambio campo del 5-4 e si fa massaggiare scatenando le ire del tedesco che accusa “Aiutate sempre questi ragazzi”, riferendosi anche al caso di Sinner-Spizzirri. Lo spagnolo prende una pastiglia, si aiuta con l’aceto, ma cede il set al tie break. Man mano che il dolore passa, Alcaraz gioca a braccio libero, Zverev non riesce minimamente a metterlo in difficoltà, nonostante le difficoltà di movimento dello spagnolo. Si arriva al tie break anche nel quarto set, dopo quattro ore di gioco. Minibreak del tedesco per il 2-1, perde due volte il servizio e finisce sotto 3-2. Anche Alcaraz regala qualcosa con un dritto fuori per il 3-3. Sul 5-4, rovescio in rete dello spagnolo e set point, e stavolta è Zverev a chiudere, 7-4.
L’EPILOGO Il primo finalista si decide dunque al quinto set, ed è Zverev a passare in vantaggio nel secondo game: allunga gli scambi e induce all’errore Alcaraz, che concede una palla break nel primo game del quinto set. Doppio fallo e break per il tedesco che conferma il vantaggio e sul 2-1 rischia grosso: da 40-15 salva due volte palla break prima di restare avanti, 3-1. Altri guai nel 6° game, con il tedesco che subisce due punti spettacolari da parte dello spagnolo che infiamma la Rod Laver Arena. Zverev si aggrappa al servizio, resta lucido e mantiene ancora il vantaggio, senza riuscire a raddoppiare il break nel 7° gioco. Momento delicato per Sascha, due errori di lunghezza sul suo turno di servizio e finisce sotto 0-30. Con un buon servizio e un errore di Alcaraz dimezza lo svantaggio ma tenere questo servizio per lui è vitale. Un bel dritto lungolinea per il 30-30 e con un rovescio ha la palla del 5-3. Stecca un dritto e si torna in parità, Carlos adesso prende tutto e ha ancora la palla break. Questa volta lo scambio si allunga, la Rod Laver nemmeno respira. Lo spagnolo pianta un rovescio in rete, ha ancora una palla break ma spara fuori col dritto e alla fine è Zverev a chiudere con un’accelerazione di dritto, 5-3. Sul 5-4 Zverev serve per il match ma un errore di Alcaraz lo grazia, dimezzando lo svantaggio. Un’accelerazione di dritto stretto alla Alcaraz, porta lo spagnolo a due palle del controbreak, 40-15. Ancora un errore del tedesco, e Carlos si porta 5-5 e servizio. Tutto da rifare, ora Alcaraz sale in cattedra e si esalta insieme allo stadio: dopo 5 ore e 19 è avanti 6-5 e Sascha serve per andare al tie break ma va invece ai vantaggi: lo spagnolo è a due punti dal match, lui spara un dritto in corridoio e arriva il match point per Alcaraz dopo 5 ore e 26 minuti. Carlos risponde a tutto, porta a casa questo match incredibile e domenica va a giocarsi la possibilità di fare lo Slam di carriera.
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